Riflessioni sulle misure per la liberalizzazione
In questi mesi si è molto spesso sentito parlare del Decreto liberalizzazioni e del suo impatto sulle assicurazioni.
Le misure più discusse sono state l’introduzione della scatola nera obbligatoria, l’obbligo di plurimandati per gli agenti assicurativi, il divieto per le banche di affiancare una polizza vita al mutuo, l’adozione di una tabella unica nazionale che eliminasse i risarcimenti di lieve entità (colpi di frusta) in caso di sinistro e l’istituzione di organi ad hoc volti a identificare i comportamenti fraudolenti in ambito assicurativo.
Molti esperti del settore hanno criticato il Governo per avere preso delle posizioni in un ambito così spinoso come quello delle assicurazioni, senza essersi confrontarsi con gli operatori che tutti i giorni vivono e si muovono in questo mercato.
A causa di questa sinergia mancata, tra Governo e operatori del settore, è accaduto che alcuni interventi in materia abbiano finito per essere soltanto un ostacolo agli stessi obiettivi che il Governo si era prefissato di raggiungere.
Facciamo l’esempio della scatola nera: a oggi quasi un milione di automobilisti ha scelto – dopo che il testo è stato discusso in Parlamento – di installare il dispositivo sul proprio veicolo.
A fronte di questo dato, il Governo ha prescritto alle compagnie di assicurazione una diminuzione del premio di assicurazione in caso di presenza del dispositivo, ma l’ammontare dello sconto in polizza di fatto non sembra sufficiente a compensare l’effettivo esborso relativo al canone annuo di abbonamento sostenuto dall’utente; infatti il dispositivo deve collegarsi a una centrale operativa al fine di registrare tutte le informazioni sui movimenti del veicolo e questo comporta dei costi vivi. Quasi un oltraggio, specie se navigando sul web si scopre che esistono applicazioni per smartphone in grado di trasformare il proprio cellulare in una sorta di scatola nera, il tutto con pochi euro di spesa.


Il Governo Monti, dopo il decreto Salva-Italia e il decreto delle liberalizzazioni che per quanto ne sappiamo dovrebbe comunque influenza anche le assicurazioni, promette nuove modifiche nel settore RC auto.
E’ una verità forse risaputa, ma a metterla ulteriormente a nudo è una recente ricerca commissionata da Chiarezza: le
Fin dalla sua entrata in vigore, la legge Bersani del 2007 ha influenzato profondamente molti settori economici e tra questi anche il mondo delle assicurazioni auto. Quello che era un decreto orientato alle liberalizzazioni e allo snellimento di alcune pratiche che per il cittadino medio potremmo dire quotidiane, ha di fatto facilitato moltissime situazioni legate alla copertura RC auto.
L’UNRAE, l’Associazione delle aziende automobilistiche estere operanti in Italia, ha di recente pubblicato uno studio che sottolinea come nel 2010 sarebbero stati evasi ben un miliardo di euro per quanto riguarda il pagamento del bollo auto.
Nel mese di dicembre si è tenuto a Durban, in Sudafrica, il summit dell’ONU sul climate change. Secondo alcuni esperti del settore, il summit non è stato soddisfacente, in quanto come sovente accade in tali occasioni i partecipanti sono rimasti fermi sulle loro posizioni e, dunque, non si è trovato un accordo sulla protezione contro il cambiamento climatico.
Il 12 gennaio è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 15 dicembre 2011, n. 217 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2010), che, all’art. 5, comma 1, lettera b), modifica il Codice del consumo in materia di servizi finanziari a distanza.
Nell’ultimo comunicato stampa, L’Ania ha espresso la sua opinione riguardo le proposte del Governo in materia di liberalizzazione dell’RC Auto.

