Riparazione del danno o indennità assicurativa? Ora decide Monti

Il Governo Monti, dopo il decreto Salva-Italia e il decreto delle liberalizzazioni che per quanto ne sappiamo dovrebbe comunque influenza anche le assicurazioni, promette nuove modifiche nel settore RC auto.
Stando a un disegno che è tuttora in discussione, è allo studio un dispositivo di legge che mira ad abbassare l’entità dei rimborsi per ogni sinistro.
Ad oggi, in media, ogni sinistro vede rimborsare all’assicurato una cifra che sta intorno ai 1.700 euro e non sempre questo genere di costo sembra giustificato.

Il Governo, dunque, propone una contromisura secca per calmierare l’inflazione che tocca l’intero settore: il punto sarebbe concedere alle compagnie di assicurazione la possibilità di riparare in proprio le auto sinistrate, anziché liquidare alla parte lesa l’ammontare del danno.

Questa piccola rivoluzione dovrebbe spingere le compagnie a dotarsi di officine convenzionate, risparmiando notevolmente sui costi e, al contempo, contrastando il fenomeno delle fatture gonfiate che oltre alle tante situazioni di ogni giorno, affligge – ahinoi – anche il mondo dell’assicurazione auto.

Tale dispositivo concederebbe in ogni caso all’automobilista la facoltà di non riparare il danno presso l’officina suggerita dalla compagnia di assicurazione o, in alternativa, di non ripararlo affatto. Tuttavia, rifiutandosi di riparare l’auto o di avvalersi di un’officina convenzionata, l’automobilista riceverebbe soltanto il 70% dell’importo stimato a copertura del danno.

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