Riparazione del danno o indennità assicurativa? Ora decide Monti
Il Governo Monti, dopo il decreto Salva-Italia e il decreto delle liberalizzazioni che per quanto ne sappiamo dovrebbe comunque influenza anche le assicurazioni, promette nuove modifiche nel settore RC auto.
Stando a un disegno che è tuttora in discussione, è allo studio un dispositivo di legge che mira ad abbassare l’entità dei rimborsi per ogni sinistro.
Ad oggi, in media, ogni sinistro vede rimborsare all’assicurato una cifra che sta intorno ai 1.700 euro e non sempre questo genere di costo sembra giustificato.
Il Governo, dunque, propone una contromisura secca per calmierare l’inflazione che tocca l’intero settore: il punto sarebbe concedere alle compagnie di assicurazione la possibilità di riparare in proprio le auto sinistrate, anziché liquidare alla parte lesa l’ammontare del danno.
Questa piccola rivoluzione dovrebbe spingere le compagnie a dotarsi di officine convenzionate, risparmiando notevolmente sui costi e, al contempo, contrastando il fenomeno delle fatture gonfiate che oltre alle tante situazioni di ogni giorno, affligge – ahinoi – anche il mondo dell’assicurazione auto.
Tale dispositivo concederebbe in ogni caso all’automobilista la facoltà di non riparare il danno presso l’officina suggerita dalla compagnia di assicurazione o, in alternativa, di non ripararlo affatto. Tuttavia, rifiutandosi di riparare l’auto o di avvalersi di un’officina convenzionata, l’automobilista riceverebbe soltanto il 70% dell’importo stimato a copertura del danno.
E’ una verità forse risaputa, ma a metterla ulteriormente a nudo è una recente ricerca commissionata da Chiarezza: le
Fin dalla sua entrata in vigore, la legge Bersani del 2007 ha influenzato profondamente molti settori economici e tra questi anche il mondo delle assicurazioni auto. Quello che era un decreto orientato alle liberalizzazioni e allo snellimento di alcune pratiche che per il cittadino medio potremmo dire quotidiane, ha di fatto facilitato moltissime situazioni legate alla copertura RC auto.
L’UNRAE, l’Associazione delle aziende automobilistiche estere operanti in Italia, ha di recente pubblicato uno studio che sottolinea come nel 2010 sarebbero stati evasi ben un miliardo di euro per quanto riguarda il pagamento del bollo auto.
Nel mese di dicembre si è tenuto a Durban, in Sudafrica, il summit dell’ONU sul climate change. Secondo alcuni esperti del settore, il summit non è stato soddisfacente, in quanto come sovente accade in tali occasioni i partecipanti sono rimasti fermi sulle loro posizioni e, dunque, non si è trovato un accordo sulla protezione contro il cambiamento climatico.
Il 12 gennaio è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 15 dicembre 2011, n. 217 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2010), che, all’art. 5, comma 1, lettera b), modifica il Codice del consumo in materia di servizi finanziari a distanza.
Nell’ultimo comunicato stampa, L’Ania ha espresso la sua opinione riguardo le proposte del Governo in materia di liberalizzazione dell’RC Auto.
Come avevamo già scritto in un
Ieri abbiamo parlato di come il Decreto Liberalizzazioni coinvolgerà anche il settore delle assicurazioni, ma vediamo nello specifico quali potranno essere i cambiamenti qualora il disegno di legge venisse approvato.
Il Governo Monti, nonostante le proteste di molte associazioni di categoria avvenute in questi giorni (tassisti in prima fila), ha deciso di impegnarsi a fondo per liberalizzare alcune attività nei diversi settori economici.

