Riparazione del danno o indennità assicurativa? Ora decide Monti

Il Governo Monti, dopo il decreto Salva-Italia e il decreto delle liberalizzazioni che per quanto ne sappiamo dovrebbe comunque influenza anche le assicurazioni, promette nuove modifiche nel settore RC auto.
Stando a un disegno che è tuttora in discussione, è allo studio un dispositivo di legge che mira ad abbassare l’entità dei rimborsi per ogni sinistro.
Ad oggi, in media, ogni sinistro vede rimborsare all’assicurato una cifra che sta intorno ai 1.700 euro e non sempre questo genere di costo sembra giustificato.

Il Governo, dunque, propone una contromisura secca per calmierare l’inflazione che tocca l’intero settore: il punto sarebbe concedere alle compagnie di assicurazione la possibilità di riparare in proprio le auto sinistrate, anziché liquidare alla parte lesa l’ammontare del danno.

Questa piccola rivoluzione dovrebbe spingere le compagnie a dotarsi di officine convenzionate, risparmiando notevolmente sui costi e, al contempo, contrastando il fenomeno delle fatture gonfiate che oltre alle tante situazioni di ogni giorno, affligge – ahinoi – anche il mondo dell’assicurazione auto.

Tale dispositivo concederebbe in ogni caso all’automobilista la facoltà di non riparare il danno presso l’officina suggerita dalla compagnia di assicurazione o, in alternativa, di non ripararlo affatto. Tuttavia, rifiutandosi di riparare l’auto o di avvalersi di un’officina convenzionata, l’automobilista riceverebbe soltanto il 70% dell’importo stimato a copertura del danno.

Assicurazioni: gli italiani non ne sanno abbastanza

E’ una verità forse risaputa, ma a metterla ulteriormente a nudo è una recente ricerca commissionata da Chiarezza: le assicurazioni sono una materia sulla quale la maggior parte degli italiani non sa nulla e, soprattutto, sulla quale gli automobilisti mostrano un netto rifiuto, evitando di informarsi. Eppure, è evidente che saperne di più aiuterebbe molto.

Dall’indagine statistica condotta su un campione rappresentativo di italiani è emerso che all’interno del 60% delle famiglie è l’uomo a interfacciarsi con l’offerta assicurativa per l’RC auto: ciò significa che è lui a recarsi dall’agente per stipulare la polizza o a navigare su internet informandosi sulle compagnie e le relative offerte commerciali.
Al contrario, soltanto nel 13% dei casi sono le donne a curarsi “in maniera esclusiva” del rapporto con la compagnia assicurativa.

Sulla preparazione, anche nel dettaglio, della materia assicurativa: nella maggioranza dei casi il campione interpellato dichiara di saperne a sufficienza per prendere una decisione avendo analizzato i principali aspetti connessi al servizio; di contro, soltanto un 29% ammette la propria ignoranza, perlopiù adducendo come alibi il fatto di non occuparsi di persona della stipula della polizza.
Di questo 29%, un ulteriore 35% vorrebbe però colmare il gap informativo approfondendo in futuro l’argomento, mentre il 33% segue il tema soltanto in circostanze eclatanti o nel caso di notizie che approdano alla cronaca nazionale.

Assicurazioni auto e legge Bersani: quanto ne sanno gli italiani?

Fin dalla sua entrata in vigore, la legge Bersani del 2007 ha influenzato profondamente molti settori economici e tra questi anche il mondo delle assicurazioni auto. Quello che era un decreto orientato alle liberalizzazioni e allo snellimento di alcune pratiche che per il cittadino medio potremmo dire quotidiane, ha di fatto facilitato moltissime situazioni legate alla copertura RC auto.

Ora, a ormai quasi cinque anni dal decreto Bersani, sarebbe interessante capire quanto ne sanno gli italiani e, nel qual caso, anche come ha modificato il loro rapporto con il mondo dell’ assicurazione. Ad aiutarci in questo frangente è Chiarezza.it che qualche giorno fa ha pubblicato i risultati di un sondaggio rivolto a un campione rappresentativo di italiani e volto a censire la conoscenza che i nostri concittadini hanno sui diritti e i doveri in fatto di assicurazioni auto.
In particolare, all’interno di un questionario più ampio, una delle domande somministrate riguardava proprio la legge Bersani che consentì per la prima volta di utilizzare la propria classe di merito o quella di un familiare convivente per assicurare una nuova auto.

Sulla conoscenza di questo decreto il 73% degli intervistati ha saputo rispondere esattamente; mentre il 10% crede che questa norma riguardi la patente a punti, un altro 10% per contro ritiene che grazie a questo decreto si siano trasferiti all’assicurazione moto certi privilegi che riguardano l’assicurazione auto e, infine, un restante 8% pensa che in virtù della legge Bersani sia stata abolito l’obbligo di esporre il contrassegno assicurativo sul parabrezza.

Insomma, in materia di informazione sulle assicurazioni senz’altro sarebbe auspicabile una maggiore conoscenza diffusa da parte di tutti, visto che la polizza RC auto è un obbligo, ma innanzitutto un atto di responsabilità come indicato dal termine stesso: “civile”.

Uno studio UNRAE mette a nudo il bollo auto

L’UNRAE, l’Associazione delle aziende automobilistiche estere operanti in Italia, ha di recente pubblicato uno studio che sottolinea come nel 2010 sarebbero stati evasi ben un miliardo di euro per quanto riguarda il pagamento del bollo auto.
Lo studio è stato condotto incrociando i dati dell’ACI riferiti alle auto circolanti nel 2010, pari a 36.751.311, con le banche dati dell’Associazione stessa; da questo numero sono state sottratte le auto esenti parzialmente o totalmente dal pagamento del bollo.

Il risultato è stato che le auto che nel 2010 avrebbero dovuto pagare il bollo sono 34.650.000 e, a fronte di un’entrata complessiva di 5,6 miliardi di euro accertata dall’ACI, l’imposta di bollo per l’anno di riferimento avrebbe dovuto generare un gettito per 6,6 miliardi di Euro.

L’UNRAE – ha dichiarato Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’Associazione – è disponibile a collaborare con l’ACI e le Istituzioni preposte, mettendo a disposizione i dati e le conoscenze acquisite, al fine di un repentino accertamento e recupero delle imposte presumibilmente evase, sia riferite al bollo auto che quelle, pure rilevanti, inerenti le assicurazioni RC auto. Tutto ciò nella convinzione che le maggiori entrate potrebbero essere di ausilio ad un recupero del mercato automobilistico italiano, qualora destinate a progetti mirati”.

Quello che tutti auspicano è che, così come avverrà a breve per le assicurazioni, anche per la tassa di possesso venga introdotto un sistema di accertamento automatico e immediato.

Le Assicurazioni sempre piu’ sensibili ai rischi ambientali

Nel mese di dicembre si è tenuto a Durban, in Sudafrica, il summit dell’ONU sul climate change. Secondo alcuni esperti del settore, il summit non è stato soddisfacente, in quanto come sovente accade in tali occasioni i partecipanti sono rimasti fermi sulle loro posizioni e, dunque, non si è trovato un accordo sulla protezione contro il cambiamento climatico.

Tuttavia, da un recente studio della PricewaterhouseCoopers, si evince che il settore dell’assicurazione sta diventando sempre più sensibile ai cambiamenti climatici e agli effetti degli stessi su scala mondiale.

ClimateWise, un gruppo di assicuratori e riassicuratori impegnati fortemente a ridurre gli effetti negativi dei cambiamenti climatici, secondo la ricerca di PwC, ha rispettato quasi la totalità degli obiettivi che si era prefissato, fra cui riuscire a proporsi quale modello per l’analisi dei rischi.
L’unica nota negativa consiste nella possibilità di incorporare il cambiamento climatico all’interno delle strategie d’investimento.
infatti, lo stesso John Williams, partner del team londinese di PwC, ha dichiarato che “C’è stato relativamente poco progresso, anzi forse un passo indietro, nella considerazione che gli assicuratori hanno rispetto all’impatto del cambiamento climatico sui loro portafogli di investimento”.

Estensione del diritto di recesso anche per i contratti RC auto a distanza

Il 12 gennaio è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 15 dicembre 2011, n. 217 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2010), che, all’art. 5, comma 1, lettera b), modifica il Codice del consumo in materia di servizi finanziari a distanza.

In fatto di assicurazioni auto e contratti, la legge comunitaria ha abrogato una parte dell’articolo 67 “il diritto di recesso non si applica ai contratti di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti per i quali si sia verificato l’evento assicurato“.

L’abrogazione nasce dal fatto che, secondo la Commissione Europea, l’Italia non aveva recepito correttamente la direttiva n. 2002/65/CE, escludendo pertanto i contratti assicurativi a distanza dal diritto di recesso nel caso in cui si fosse verificato l’evento.

Il Governo Italiano ha cercato di difendere la propria posizione, sottolineando che in caso di concessione a recedere da un contratto di assicurazione dopo il verificarsi del sinistro, potrebbe aumentare a dismisura il verificarsi di comportamenti fraudolenti. Basti pensare al fatto che l’assicurato otterrebbe un rimborso totale a fronte di un premio proporzionato ai soli 15gg usufruiti prima del recesso.

Tuttavia anche nei contratti r.c. auto stipulati a distanza, il contraente avrà la possibilità di recedere nel termine di 14 giorni  dalla stipula del contratto, pur in presenza di sinistro.

In questi casi, l’impresa di assicurazione tratterrà la frazione di premio relativa al periodo in cui il contratto ha avuto effetto, ma gli indennizzi e le somme eventualmente corrisposte al danneggiato non risulteranno ripetibili.

Ania sulle misure per la liberalizzazione

Nell’ultimo comunicato stampa, L’Ania ha espresso la sua opinione riguardo le proposte del Governo in materia di liberalizzazione dell’RC Auto.
L’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici concorda con le misure adottate affinché “l’assicurazione rc auto venga considerata una priorità per interventi di riforma che producano effettivi vantaggi per i consumatori“, ma sottolinea che “la rc auto si liberalizza effettivamente solo estromettendo i costi impropri dei risarcimenti”.

Nella sua nota, l’Ania spiega che “gli interventi normativi da realizzare per ridurre i costi eccessivi dei risarcimenti, che sono alla base dei prezzi della polizza obbligatoria sono: il varo immediato della tabella unica nazionale per la valutazione dei danni gravi alla persona, il cui iter normativo è concluso da tempo; l’esclusione dai risarcimenti delle lesioni personali lievissime (es. colpo di frusta) non verificabili sulla base di riscontri medici strumentalmente assistiti; l’approvazione in tempi rapidi della legge, attualmente in discussione al Parlamento, che introduca un efficace sistema di contrasto alle frodi; la concreta attivazione di controlli massivi sui veicoli non assicurati, come consentito da una recente modifica del codice della strada“.

Queste sono quindi le sole misure che, secondo l’Ania, potranno portare il settore delle assicurazioni agli stessi livelli dei paesi europei.

Imposta Assicurazioni Auto 2012

Come avevamo già scritto in un recente articolo, dal 1 gennaio 2012 l’imposta legata all’assicurazione auto è passata definitivamente sotto il controllo delle province.
Ricordiamo che ogni Regione ha avuto la possibilità di aumentare o diminuire la percentuale dell’imposta RC auto, che era fissata nel 12,5%, fino a un massimo di tre punti percentuali.

Per questo motivo, giovedì 29 dicembre 2011, è stato approvato il nuovo modello 2012 per la denuncia delle imposte sull’assicurazione auto, premi e accessori.
Il modello 2012 per le imposte RCA prevede un nuovo campo da compilare, il Quadro AP – “Assicurazioni contro la responsabilità civile dei veicoli a motore” la cui imposta spetta alle provincie (art. 17, D.Lgs.n. 68/2011)”.
In questa nuova sezione andranno comunicati, suddivisi per provincia di riferimento, gli importi versati annualmente per premi, accessori riscossi e la loro relativa imposta.
Una versione digitalizzata (in pdf) del nuovo modello è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e con esso sono disponibili tutte le istruzioni per la sua compilazione; insieme vengono fornite anche le indicazioni per la compilazione del Modello di denuncia dell’imposta sulle assicurazioni.

Misure per la liberalizzazione dell’assicurazione

Ieri abbiamo parlato di come il Decreto Liberalizzazioni coinvolgerà anche il settore delle assicurazioni, ma vediamo nello specifico quali potranno essere i cambiamenti qualora il disegno di legge venisse approvato.

Modifica dell’attuale modello di risarcimento

Per quanto riguarda il mercato dell’assicurazione auto, verranno sdoppiate le pratiche di risarcimento a seguito di sinistro.
I danni materiali al veicolo verranno gestiti ancora in regime di risarcimento diretto, ovverosia il danneggiato verrà risarcito dalla propria compagnia, la quale poi si rivarrà sulla compagnia del responsabile civile.
I danni fisici lievi (attualmente fino al 9% di invalidità), invece, verranno gestiti in regime di risarcimento tradizionale, ovvero torneranno a essere risarciti dalla compagnia del responsabile del sinistro; tutto ciò per limitare truffe e speculazioni.

Lotta alle frodi
Parallelamente al ritorno del risarcimento tradizionale per i danni fisici lievi, il Governo cercherà di promuovere l’installazione di “scatole nere” a bordo dei veicoli al fine di monitorare gli stessi.
Il vantaggio per gli assicurati sarà quello di evitare di essere vittima di raggiri e soprattutto di ricevere delle agevolazioni sulla polizza.

Dematerializzazione dei contrassegni

Il nuovo Decreto prevede la progressiva scomparsa dei contrassegni cartacei a favore di quelli elettronici.
Non è ancora chiaro se il cartaceo sarà sostituito da microchip oppure se sarà sufficiente interrogare un database sulla base della targa per avere informazioni circa la copertura assicurativa.

Divieto per le Compagnie di assumere agenti monomandatari.

Le compagnie di assicurazioni di rami danni e vita non potranno più distribuire i loro prodotti avvalendosi della prestazione di agenti monomandatari: ciò vuol dire che ogni agente dovrà offrire al cliente finale almeno due offerte di due differenti compagnie.

La liberalizzazione delle assicurazioni

Il Governo Monti, nonostante le proteste di molte associazioni di categoria avvenute in questi giorni (tassisti in prima fila), ha deciso di impegnarsi a fondo per liberalizzare alcune attività nei diversi settori economici.
Infatti, nel testo del Decreto che fra qualche giorno verrà sottoposto a votazione, sono state prese delle misure che intendono rivoluzionare alcune associazioni di categoria e alcuni servizi: taxi, farmacie, studi notarili, carburanti, ma anche trasporto ferroviario, autostrade, poste e stabilimenti balneari.

Questa nuova spinta che ha lo scopo di rilanciare il nostro Paese, tocca anche il settore assicurativo, nella sua accezione più ampia.

Pertanto, il cosiddetto Decreto Liberalizzazioni prevede quattro punti fondamentali che dovrebbero apportare molti cambiamenti sul mercato della distribuzione dei prodotti assicurativi e dell’assicurazione in generale:

-    Modifica dell’attuale modello di risarcimento
-    Dematerializzazione dei contrassegni
-    Lotta alle frodi
-    Divieto per le Compagnie di assumere agenti monomandatari

La riunione del Consiglio dei Ministri per l’approvazione del Decreto è prevista per giovedì 19 gennaio e a giudizio degli esperti sono in molti ad aspettarsi effetti benefici sia sul tessuto competitivo che, naturalmente, sul fronte della ripresa economica che tarda ad arrivare.